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Combat Center Bologna - Jeet Kune Do / Jun Fan Gung Fu

L’acqua fluisce e scorre, travolge e distrugge... non puoi nè colpirla nè afferrarla... sii acqua, amico mio!

Bruce Lee: Jeet Kune Do
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Si può senz'altro dire che il Jeet Kune Do sia l'eredità che Bruce Lee, il leggendario attore cinese di film d'azione, ci ha lasciato.
Straordinario praticante di Arti Marziali e conoscitore di molti stili di combattimento orientali e occidentali, Bruce Lee diede il via con le sue idee innovative a quella che sarebbe diventata poi una rivoluzione epocale in tutto l'ambiente delle Arti Marziali.
Il Jeet Kune Do si basa su pochi concetti base, sui quali si crea la struttura tecnica vera e propria: non bisogna porsi nessun limite nè nello studio, nè nella pratica, provare tutto ciò che può servire e scartare ciò che non funziona, ma soprattutto, non è chi pratica che deve adattarsi all'arte, ma esattamente il contrario, perchè il Jeet Kune Do è un abito su misura che ogni praticante si cuce addosso in base alle proprie caratteristiche fisiche, atletiche, mentali, caratteriali.
Praticare Jeet Kune Do quindi non significa solo imparare le tecniche di combattimento e di autodifesa come avviene nelle Arti Marziali più conosciute, ma significa intraprendere un percorso unico e irripetibile per conoscersi e per migliorare se stessi.

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Bruce Lee diceva sempre che il Jeet Kune Do è nato per essere un sistema semplice, diretto, non classico, e niente riuscirà mai a riassumerne la reale e profonda essenza più chiaramente di queste poche parole.
Semplice, perchè solo le tecniche semplici possono funzionare quando si è sottoposti allo stress di un'aggressione o di una rissa in strada, consapevoli di rischiare la vita.
Diretto, perchè non si abbandona a inutili fronzoli o a dettagli stilistici, ma punta ad abbattere il proprio avversario nel minore tempo possibile, e con il minimo sforzo.
Non classico, perchè non è vincolato a un programma tradizionale da mantenere nel tempo uguale a se stesso, ma continua una costante evoluzione tecnica che ne fa oggi il sistema di Difesa Personale più efficace, completo, versatile, e adattabile a qualsiasi tipo di avversario nel panorama mondiale.
E' proprio per quest'ultimo motivo che un Jeet Kune Do "original" non esiste, e non potrà mai esistere, perchè significherebbe cancellare l'idea del suo stesso Fondatore.
Il Jeet Kune Do dei nostri giorni è diverso da quello che si praticava negli anni 70, e di certo si evolverà ancora in futuro, e per questo non è destinato a finire come altre Arti Marziali, obsolete, antiquate, inutili.
Bruce Lee avviò questo percorso partendo dal Wing Chun e integrandolo con alcuni princìpi di altri sistemi, come la scherma, la boxe occidentale, diverse Arti Marziali e tecniche di lotta, creando così un nuovo modo di intendere la Difesa Personale che chi ha lavorato con lui ha proseguito dopo la sua improvvisa e prematura scomparsa.
Dal 1973 il mondo ha conosciuto il boom della Muai-Thay, l'ondata brasiliana della lotta a terra, le tecniche militari israeliane, il proliferare di vari combattimenti "senza regole" nei quali sono ammessi quasi tutti i colpi, e portati alla massima potenza: un concetto che chi pratica Jeet Kune Do ben conosce, anche se non in formato sportivo.
Il lavoro tecnico copre le distanze base del combattimento, lunga, media e corta, con l'impiego di calci, pugni, colpi di gomito e di ginocchio, trapping, leve articolari, fino alle proiezioni e alle difese da terra.
Altra nota caratteristica del Jeet Kune Do è lo studio sui cinque metodi d'attacco, il quale costituisce il vero filo conduttore di tutto il programma tecnico e didattico.
S.D.A.(Single Direct Attack): l'attacco diretto improvviso, fulmineo, quasi sempre con il braccio e la gamba avanti, per anticipare l'attacco dell'aggressore e batterlo risolvendo la situazione prima che degeneri.
A.B.C.(Attack By Combination): portare sequenze di colpi di gambe e braccia sfruttando una giusta meccanica del corpo per essere in grado di scaricare tutta la potenza possibile in ogni colpo portato a bersaglio.
P.I.A.(Progressive Indirect Attack): un tipo di strategìa sofisticata ed estremamente funzionale, che consiste nell'interrompere una tecnica e passare ad un'altra, come fosse una finta, molto più fluida e dinamica.
H.I.A.(Hand Imobilization Attack): in sostanza questa sigla è riferita al trapping che di solito nasce quando l'aggressore cerca di difendersi dai colpi afferrando il braccio o eseguendo una semplice parata.

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A.B.D.(Attack By Drawing): in pratica una trappola che si tende invitando l'aggressore a colpire il bersaglio lasciato volutamente scoperto, per sorprenderlo con i colpi d'incontro, anticipandolo.
L'allenamento sugli spostamenti e sul footwork permette di fluire passando da un metodo all'altro cambiando strategia adattandosi sempre al proprio avversario.

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