Combat Center Bologna ASD - Progetto Scuola


Lavorare sulla difesa personale non significa imparare a combattere ma migliorare se stessi. L'aspetto educativo è sempre molto più importante di quello tecnico perchè tenere un comportamento educato e rispettoso verso gli altri, sapere controllare la rabbia, l’orgoglio, la paura, lo stress, mantenendo calma e lucidità, significa riuscire a evitare o a gestire senza subire o causare danni tutte quelle situazioni di confronto verbale e di scontro fisico che possono capitare a chiunque, in qualsiasi momento, e quasi sempre per i cosiddetti "futili motivi".


Proprio per questo motivo, al Combat Center Bologna abbiamo strutturato già dal 2007 un progetto indirizzato agli studenti degli istituti superiori come licei e scuole professionali, da svolgere direttamente presso le sedi nelle normali ore di educazione fisica o nei pomeriggi extra lezioni, che sta riscontrando un altissimo gradimento sia tra presidi e insegnanti, che tra studenti e genitori. Il progetto si svolge su tre lezioni l’anno consecutive di due ore ed è equamente suddiviso fra teoria, pratica, studio tecnico, lavoro fisico. La “Fase 1” è rivolta alle classi seconde o terze e tratta nei minimi dettagli l’argomento “violenza”. Capire quanti tipi di violenza esistono e quali conseguenze provoca su chi la subisce, chi sono i violenti e chi sono le vittime dei violenti, coinvolgendo il più possibile gli studenti nella discussione serve per farli riflettere su quanto la violenza sia inutile e pericolosa, per chi la subisce ma anche per chi la mette in atto in ogni sua forma, dal post offensivo su internet fino al vero e proprio episodio di bullismo fisico. I ragazzi così giovani propensi ad imporsi con la forza sugli altri devono capire che così otterranno solo l’effetto contrario e che questo porterà loro solo problemi e frustrazioni per tutta la vita. La “Fase 2” è invece dedicata alle classi quarte e va a trattare “conoscenza e prevenzione”. I giovani quasi maggiorenni non conoscono i pericoli che li circondano nella vita quotidiana e spesso finiscono nei guai solo per pura ingenuità. Per molti di loro trovarsi coinvolti in una rissa è quasi normale ma non pensano a quello che potrebbe succedere dopo come le ferite o le lesioni che si possono subire, le richieste di risarcimento danni, le vendette del giorno dopo, i problemi con la giustizia. Tutti questi aspetti altamente e grossolanamente sottovalutati nel contesto generale di un episodio di scontro fisico possono facilmente rovinare per sempre la vita di una persona e gli studenti devono capirlo e rifletterci. Le ragazze invece generalmente ignorano quali siano le situazioni di pericolo e gli atteggiamenti sbagliati che possono trasformarle in vittime, quindi devono prima di tutto abituarsi a prestare molta attenzione al mondo che le circonda, poi imparare ad avere un atteggiamento, postura, sguardo, voce, che trasmetta agli altri l’immagine di una persona forte, sicura e determinata, e non quella della vittima predestinata. La “Fase 3” (riservata solamente alle classi quinte che hanno già svolto la Fase 2) è quasi interamente dedicata alla pratica ed è di certo la meno importante di tutto il progetto. La parte di lavoro fisico serve per introdurre la vera difesa personale ma anche per fare lavorare gli studenti su equilibrio, coordinazione motoria, velocità, precisione nei movimenti, cioè tutte quelle qualità prettamente motorie che possono essere utili ai professori per dare valutazioni individuali sul lavoro svolto e sull’impegno mostrato. Si tratta di un aspetto importante perché dal momento che le lezioni si svolgono in orario curriculare la possibilità di essere valutati ufficialmente porta sempre gli studenti a prestare la massima attenzione e a impegnarsi al massimo. Una parte importantissima del progetto è la disamina dettagliata di tutti gli effetti dello stress sul corpo e sulla mente e di come sia possibile controllarli con una corretta respirazione e concentrandosi al massimo sul problema da affrontare, il che porta vantaggi enormi anche in altri ambiti come studio, lavoro e sport. Bisogna poi considerare che gli effetti dello stress sono sempre i medesimi in qualsiasi situazione di pericolo ci si trovi, quindi non solo un’aggressione ma anche un incendio, un incidente stradale, una scossa di terremoto. Riuscire a superare la paura e mantenere la lucidità è senz’altro una qualità preziosa. Per ultimo, ma non certo meno importante degli altri argomenti trattati, cerchiamo di fare riflettere gli studenti a proposito della violenza sulle donne, problema che in Italia ha assunto già da molti anni dimensioni preoccupanti. Le ragazze devono abituarsi al fatto che non devono MAI accettare di essere vittime di un uomo e che possono, e devono, dire di NO a certe brutte situazioni prima che sia troppo tardi per loro e per le loro famiglie. I ragazzi invece devono capire assolutamente e prima possibile che essere violenti con una donna non serve a farli sentire più uomini ma anzi, li svilisce e li squalifica agli occhi di tutti. E’ un lavoro che svolto sulle nuove generazioni alla lunga potrebbe portare anche a un cambiamento di tendenza e a un miglioramento generale della società, o almeno noi ci speriamo di cuore. Spesso, alla fine del progetto, gli studenti ci ringraziano e si complimentano con noi per avergli fatto capire che la difesa personale non consiste nel saper combattere ma bensì nell’essere più educati, rispettosi e gentili con gli altri ed essere un po’ più attenti a ciò che li circonda e alle persone che gli stanno intorno. Questa è la nostra grande soddisfazione. I giovani di oggi saranno gli adulti di domani e bisogna fare di loro individui coscienti e responsabili delle loro azioni. Noi facciamo quello che possiamo.



































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