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Combat Center Bologna - Full Contact Stickfighting

Supera i tuoi limiti, affronta le tue paure, combatti ogni volta con tutto te stesso... fino alla fine!

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Le arti marziali non sono sicuramente nate per scopi sportivi, dal momento che fino a qualche decina di anni fa, si combatteva soltanto per difendere la vita e non di certo per vincere una medaglia o un trofeo, anche se in realtà nell'antica Grecia molte discipline dei giochi di Olimpia non erano altro che varianti di gesti di guerra utilizzati per conquistare una corona d'alloro, invece della vita e della terra del nemico.
Però l'essere umano ha sempre sentito molto forte la necessità di combattere per affermare il predominio fisico sui suoi simili: finchè le guerre si svolgevano con lunghissime ed estenuanti battaglie affrontando i nemici corpo a corpo tale necessità era soddisfatta.
Le guerre sono diventate sempre più tecnologiche e sempre meno combattute, quindi gli uomini si sono strutturati regole e regolamenti studiati in modo tale da permettere di confrontarsi fisicamente, garantendo nel miglior modo possibile l'incolumità dei partecipanti.

Full Contact 2

E' bene specificare che nonostante i combattimenti sportivi siano abbastanza realistici, non potranno in nessun modo mai rappresentare la realtà, perchè le regole necessarie per la sicurezza degli atleti hanno imposto adeguate protezioni per proteggere le parti del corpo più delicate, e vietato tutte le tecniche sui bersagli vitali come genitali, gola, dietro la nuca.
Ciò significa che sconfiggere un avversario in uno scontro regolamentato non significa essere anche in grado di batterlo in un incontro reale, senza regole: ci sono molti Istruttori che si dimenticano di questo quando, per ignoranza o per malafede, spacciano le loro discipline indirizzate prettamente all'agonismo, come efficacissime anche per la difesa personale.
Se visto da un altro punto di vista, il combattimento sportivo può essere utile per sviluppare molte qualità fondamentali del praticante di Arti Marziali, come la velocità e la potenza che, nei regolamenti "full contact", possono essere impiegate

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davvero al 100% senza il bisogno di dover controllare i colpi come succede nei normali allenamenti con i compagni di palestra.
E' anche possibile allenare la giusta scelta di tempo, il colpo d'occhio e la precisione dei propri colpi, sia in fase difensiva che in fase offensiva, e le strategìe, per abituarsi a capire come si muove l'avversario, e a sfruttare i suoi punti deboli per riuscire a batterlo.
Combattere è importante soprattutto per conoscere i propri punti deboli e capire su cosa si deve lavorare per migliorare la propria tecnica e le proprie abilità.
Nelle Arti Marziali filippine ci sono molti praticanti che non si approcciano al combattimento agonistico accampando spesso scuse del tipo "non è realistico" oppure "non mi interessa fare sport" ma così si crea un limite preciso, cioè l'impossibilità di confrontarsi in modo libero con altri praticanti di scuole diverse.
E' certo che la dimensione sportiva non rappresenta la vera essenza delle Arti Marziali

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filippine, ma solo uno dei suoi aspetti, pertanto la pratica non deve mai essere finalizzata soltanto a questo, snaturando tutto.
Esistono diversi tipi di regolamento, tra i quali il più famoso e rappresentativo è senza dubbio quello della W.E.K.A.F. (World Escrima Kali Arnis Federation), che organizza dal 1987 i Campionati Mondiali ogni due anni in ogni parte del globo, che prevede che gli atleti si affrontino con il bastone singolo oppure con i doppi bastoni, in tre round da 1 minuto ciascuno.
Si utilizzano i bastoni di rattan indossando un casco apposito munito di griglia metallica, un'armatura di materiale plastico che protegge il corpo, e guanti da hockey, si può colpire solo sopra al ginocchio e non si possono portare colpi di punta, perchè pericolosi.
La valutazione viene data dai giudici a ogni singolo round come nella boxe, e al termine dell'incontro si sommano i punteggi di tutti e tre i round decretando il vincitore

Full Contact 5

o disputando un round supplementare.
Una variante di questo regolamento, tutto di origine italiana (A.K.E.A.), e che sta incontrando numerosi estimatori in Europa, prevede l'utilizzo dei paratibia da hockey, e sono ammessi anche colpi alle gambe.
Si tratta di un regolamento denominato "Stop Point" che viene fermato ogni volta che un colpo raggiunge un bersaglio vitale, come la testa o il ginocchio: dopo lo stop i giudici decidono se assegnare il punto o no, poi l'incontro riprende fino ad un punteggio stabilito.
Questo tipo di combattimento mantiene il concetto di difesa personale, nel quale gli atleti devono cercare di colpire l'avversario senza ricevere colpi, consapevoli che in una situazione reale ogni colpo è determinante.

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Nei nostri allenamenti in palestra, combattere con il bastone non è obbligatorio, e se un allievo non se la sente può in tutta tranquillità scegliere di non farlo.
Coloro che invece decidono di provare l'esperienza del Full Contact Stickfighting, dovranno seguire un percorso graduale che li porti alla conoscenza delle tecniche e tattiche di combattimento senza correre il rischio di subire, o causare, lesioni varie o infortuni, utilizzando gli speciali bastoni di plastica e imbottiti, il casco con la griglia, i guantini leggeri e i paratibia.
Molto frequentemente durante i nostri allenamenti, le regole sportive vengono, per così dire, condizionate a quello che è sempre stato, e che per sempre resterà, il nostro obbiettivo principale, cioè la Difesa Personale, quindi viene ignorata ogni tipo di regola (che è quello che succede in strada)

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e si combatte utilizzando anche pugni, calci, ginocchiate, leve alle articolazioni, prese, proiezioni al suolo, tecniche di lotta, strangolamenti.
Il bastone non viene impiegato nel modo classico, ma in ogni modo possibile, portando colpi di punta, e con l'estremità inferiore, bloccando, afferrando o cercando di disarmare l'avversario, senza contare punti, ma fino a quando uno dei due si arrende: come nella realtà!