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Combat Center Bologna - Difesa da Coltello

Chi non sa come si combatte con il coltello, non sarà mai in grado di difendersi da un coltello!

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In quasi tutte le Arti Marziali si tratta la Difesa da Coltello, anche se spesso viene considerata solo come un riempitivo per vivacizzare gli allenamenti e rappresenta un argomento avulso dalla pratica regolare che privilegia di solito molto più gli aspetti tecnici e quelli agonistici.
Questo è dimostrato dal fatto che la maggior parte degli Istruttori non ha la minima idea di come si utilizza un coltello in combattimento, di quali differenze ci sono tra i vari tipi di armi da taglio e da punta, e di quali situazioni ci si può trovare ad affrontare, così di solito vengono insegnate tecniche estrapolate da altri contesti, nate per altri scopi e in modo non realistico, rendendo il tutto oltremodo inutile e pericoloso.
Quante volte in questi corsi si sente dire "se lui fa così tu fai questo"?
Davvero esiste qualcuno che può pensare che sia tutto così semplice?
Riuscire a difendersi da un'arma da taglio è la cosa più complicata che si possa fare, per una lunga serie di motivi e di variabili imprevedibili.
Un amico Carabiniere mi chiese tempo fa: ma se ti trovi di fronte ad un'aggressore armato di coltello cosa fai?

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Io risposi chiedendogi: dove e perchè mi trovo di fronte ad un'aggressore armato di coltello?
Sono in un parco pubblico o in una via del centro e vuole rapinarmi?
E' un ladro entrato in casa mia che può diventare pericoloso anche nei confronti di moglie, figli e genitori?
Sono su un aereo di linea e ho di fronte a me un terrorista impazzito?
Sono con la mia fidanzata e il coltello serve per tenermi bloccato mentre la violentano?
Sono in una situazione statica e di minaccia, o sono in una situazione dinamica e di attacco?
Sono di fronte ad un'aggressore lucido e tranquillo con il quale posso cercare di ragionare o sono di fronte a un pazzo del tutto fuori da ogni controllo?
C'è un aggressore solo, o ce n'è più di uno?
Impugna un'arma a lama fissa, serramanico, siringa, cacciavite, cutter?
La tiene con la destra o con la sinistra? Sono in grado di capire se lui è intenzionato a usarla o no? Sono disposto a rischiare la mia vita?
Se non so in che situazione mi trovo non posso neanche sapere che tipo di reazione può essere sicura, adeguata e, soprattutto, giustificabile: su questa serie di domande è facile comprendere che non esiste la risposta sempre giusta e quella sempre sbagliata, ma come tutto deve essere per forza di cose valutato e gestito al momento anche in base alla preparazione acquisita.
Ci sono discipline che prediligono le leve articolari, altre che preferiscono bloccare e colpire, altre ancora indirizzate ai disarmi o a rigirare l'arma contro l'aggressore, ma nessuna è giusta o sbagliata a prescindere.
Qualcuno sostiene che non cercherebbe di disarmare l'aggressore per nessun motivo, poi per proteggere la propria famiglia non esita a ferirsi per impossessarsi dell'arma: sono numerosi i casi di persone che hanno fatto questo perchè a sentir loro "in quella situazione non c'erano altre possibilità".
Se si imposta la propria preparazione sulle leve articolari si potrebbe scoprire che con il caldo dell'estate e mani e braccia sudate, la presa può facilmente sfuggire: se ci si è condizionati a bloccare e colpire, basta che l'aggressore indossi un casco per creare un problema imprevisto di difficile soluzione.
Colpire più duro possibile, bloccare a terra, togliere l'arma, uccidere.... cos'è meglio? Se consideriamo che la cosa più difficile se si affronta un'arma a mani nude è ritornare a casa vivi, il meglio è tutto ciò che ci può portare a raggiungere questo obbiettivo.
Per questo gli allenamenti dove il "cattivo" attacca a un colpo alla volta, con traiettorie precise e pulite, non è affatto realistico, ma può arrivare ad infondere in chi pratica, un falso e pericolosissimo senso di sicurezza.
Nella realtà le aggressioni con il coltello si verificano di sorpresa, con una velocità che non è paragonabile a nessun'altra tipologìa di combattimento, utilizzando traiettorie di attacco impreviste con finte e astuzie varie, e bisogna arrivare per gradi, un passo alla volta ad allenarsi così, altrimenti è inutile.
Solo così ci si può rendere conto di com'è difficile riuscire a proteggersi dai fendenti, colpire l'aggressore senza farsi tagliare, o bloccare il braccio a chi non vuole farselo bloccare e che magari, cerca subito di colpire ancora da un angolazione diversa.
Si può dire che praticare Arti Marziali stia alla Difesa da Coltello come guidare la propria automobile per andare al lavoro sta ad un Gran Premio di Formula 1.
Un altro aspetto importantissimo che non viene mai trattato nei corsi è l'utilizzo di un'arma da taglio, come si impugna, quando e in che modo deve colpire, solo perchè si considera sempre che l'arma sia in possesso dell'aggressore, che è vero fino a quando non si riesce a strappargliela dalle mani, poi che cosa succede?

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Se il delinquente cercasse di attaccare ancora per riappropriarsene, come si deve fare per difendersi senza utilizzare l'arma, e come si colpisce se si vuole usare?
Colpire con l'arma o no è una scelta del momento in stretta relazione al contesto. Moltissimi Istruttori se la cavano dicendo che le leggi non permettono l'utilizzo delle armi contro l'aggressore perchè si cade nel reato di eccesso di legittima difesa: però se ci si deve difendere su un volo di linea da un terrorista, o da un'aggressione in un quartiere malfamato durante un viaggio in qualche Paese del sud-est asiatico o in sud America, le leggi italiane valgono di certo molto, ma molto meno, della nostra vita.
So che a questo punto è facile chiedersi quando mai capiterà di dover affrontare situazioni del genere, ma se si pensa per un attimo a tutte le donne uccise dall'ex marito o dall'ex fidanzato con il coltello da cucina, alle persone uccise a causa di liti condominiali, per motivi di viabilità, nel corso di rapine violente, in risse fuori dai locali, ci si può rendere conto che questi episodi sono molto frequenti e possono succedere a chiunque: trovare un coltello in un momento di follia non è difficile.
Riuscire a difendersi e sopravvivere è di certo molto più complicato.