Chi deve proteggere "chi"


Un uomo violenta una ragazza, viene arrestato, sconta in carcere una pena ridicola per il grave reato commesso, torna in libertà, minaccia la sua vittima per dieci anni e la uccide: non è la trama di un film di serie B ma ciò che è successo a Biella il 22 novembre 2005. Le interviste ai familiari e ai conoscenti della povera ragazza non lasciano spazio a dubbi su come si siano svolti i fatti e su come tutti fossero a conoscenza di questa situazione: le minacce erano reali e gravissime, spesso anche di morte, ripetute costantemente nel tempo e l’opinione generale è che le istituzioni non hanno fatto niente di niente per proteggerla. La rabbia dei parenti era evidente nei servizi trasmessi dai telegiornali sul fatto che le Forze dell’Ordine non abbiano preso mai alcun provvedimento al riguardo, ma purtroppo è normale, anche se non dovrebbe esserlo: si sa che una persona vittima di minacce che si presenta a sporgere denuncia si sente rispondere “noi non possiamo farci niente finchè…”. Da cittadino italiano non riesco ad accettare questo, perchè se le leggi fatte dagli uomini per gli uomini sono inadeguate, gli uomini stessi possono provvedere a migliorarle. Se le istituzioni non ci proteggono, la ragazza e la sua famiglia non potevano fare nulla? Forse potevano cercare di lasciarla sola il meno possibile, o forse potevano prendere in considerazione la possibilità di trasferirsi in un’altra città sperando che lo psicopatico non li seguisse, ma anche questo poteva non essere sufficiente ad evitare il tragico epilogo. Questo, ovviamente, volendo restare nella legalità, quindi tralasciando soluzioni drastiche come aspettarlo sotto casa e investirlo con l’automobile, cosa che in molti paesi del mondo dove le persone hanno meno scrupoli di noi avrebbero fatto senza aspettare dieci anni! Purtroppo è qui che nasce il problema: rispettando le leggi, un cittadino non ha nessun modo di proteggere la sua famiglia da chi le leggi non le rispetta, e la Difesa Personale preventiva non è contemplata dal nostro ordinamento giuridico: spetta quindi a coloro che gestiscono l’apparato della giustizia farlo, dall’ultimo agente al primo giudice, non a noi ! L’unica cosa che possiamo fare è sperare che non si sottovaluti mai più il grido d’aiuto di un cittadino, perchè già troppe famiglie hanno pagato un prezzo troppo alto per questo.