Il potere della completezza


Quando praticavo Tae Kwon Do sapevo benissimo che in caso di scontro in strada con un pugile il fattore determinante avrebbe potuto essere lo spazio disponibile: in un ambiente ristretto i miei calci non avrebbero avuto alcuna possibilità di battere i suoi pugni. Il Jeet Kune Do cerca di rimediare a questo limite più o meno evidente in tutti i sistemi di combattimento esistenti, specializzati su pochi argomenti ma del tutto all’oscuro su altri. Una sera un ragazzo venne in palestra ad assistere a una delle mie lezioni e quando alla fine gli chiesi cosa pensava mi disse: mah, mi è sembrato un allenamento di Muay Thai. Gli risposi che, effettivamente per quella sera era stato programmato un lavoro di gomiti e ginocchia su pao e colpitori e che la sua impressione poteva essere effettivamente giusta. Gli dissi anche che se fosse tornato la sera seguente, dove avremmo utilizzato i pugni e i calci, gli sarebbe sembrata Kickboxing, la sera dopo con il trapping avrebbe visto una specie di Wing Chun, e la sera dopo ancora le leve articolari di una lezione di Aikido. La cosa che distingue il Jeet Kune Do dagli altri sistemi è proprio il suo concetto di base, cioè conoscere, studiare e applicare tutto ciò che può esserci utile contro un avversario. Questo non significa essere in grado di fare a pugni con un pugile oppure a calci con un praticante di Tae Kwon Do, ma sapere usare quelle tecniche che possono metterli in seria difficoltà perchè loro non le conoscono e non sanno come affrontarle. Per contro, noi durante l’allenamento ci prepariamo anche sulle difese da pugni, calci, gomitate, ginocchiate, studiamo come accompagnare o contrastare le leve articolari e come difenderci da prese e bloccaggi al suolo: questo per evitare che nel momento decisivo si venga colpiti da una gomitata solo perchè non ci saremmo mai aspettati una gomitata! Questa completezza di conoscenze e di allenamento ci aiuta anche ad affrontare meglio le problematiche derivanti dall’ambiente che ci circonda, perchè combattere in un parcheggio o all’interno di un autobus non è la stessa cosa, ma per noi non deve cambiare niente. In più, detto tra noi, è incredibilmente divertente lavorare sempre su tecniche diverse!