Resistenza e vulnerabilità


E’ incredibile osservare quali colpi e quanto dolore sia in grado di sopportare il corpo di una persona senza subire effetti immediati: lo possiamo vedere nei filmati televisivi degli scontri di piazza, degli incidenti negli stadi, o quando i delinquenti si ribellano all’arresto. Proprio su questo ultimo aspetto, una famosa trasmissione televisiva ci ha chiaramente mostrato come sia difficile, a volte, anche per tre o quattro poliziotti grossi e robusti avere ragione di una persona che non ha nessuna intenzione di lasciarsi arrestare e come anche infliggendogli numerosi calci, pugni e manganellate non si riesca a risolvere il problema. La spiegazione di questo si chiama rabbia, adrenalina, alcool, droga! Possiamo però anche evidenziare come sia facilissimo provocare danni fisici molto gravi senza ricorrere a tecniche sofisticate e non impiegando nemmeno tutta la nostra forza. Un banale colpo a mano aperta sul naso provoca immediatamente molto dolore, difficoltà nella respirazione e problemi visivi causati dalla abbondante lacrimazione. Afferrare un pollice e tirarlo verso l’esterno della mano ne può provocare la frattura e, di conseguenza, l’uscita da una presa, con l’impossibilità per l’aggressore di ripeterla. Il ginocchio è un’articolazione robustissima che sorregge tutto il peso del corpo, i nostri passi e i nostri salti, ma solo finchè lavora nella giusta direzione: basta un colpo frontale o laterale preciso e ben assestato per compromettere la sua corretta funzionalità e, quindi, la capacità di un aggressore di combattere o di inseguirci in caso di fuga. Riflettendo su questi due diversi aspetti si può facilmente dedurre che, se da un lato non si è mai sicuri di avere la meglio in situazione di scontro fisico, dall’altro lato una adeguata preparazione tecnica e la buona conoscenza dei bersagli vulnerabili del corpo umano ci dà modo di difenderci contro persone molto più grosse e più forti di noi. Il Jeet Kune Do lavora proprio su questi principi per cercare di vincere lo scontro al primo colpo (SDA single Direct Attack), oppure portando colpi in sequenza continua (ABC Attack By Combination) finchè il nostro aggressore non sia fuori combattimento.