Senza possibilità di scelta


I recenti e gravissimi fatti di cronaca successi a Bologna il 17 giugno e a Milano il 18 mi hanno dato lo spunto per alcune riflessioni riguardanti il mio programma di allenamento. Come saprete dai giornali, si tratta di due episodi di violenza sessuale ai danni di giovani donne, con i fidanzati immobilizzati sotto la minaccia di un coltello e costretti a guardare. Nel programma didattico AKEA di Jeet Kune Do e Kali-Escrima, la difesa da minaccia di coltello rappresenta il primo approccio a mani nude contro l’arma da taglio corta. Questo perchè, considerando il tipo di azione da compiere e il fatto che si parte da fermi e non in una situazione di combattimento in movimento, è molto importante per prendere dimestichezza con gli spostamenti del corpo e delle gambe, e con le tecniche di disarmo. Sul piano strategico però, viene sconsigliata la reazione violenta privilegiando piuttosto un atteggiamento teso a tranquillizzare l’aggressore assecondandolo nelle sue richieste. Chi ci sta minacciando lo fa perchè vuole qualcosa da noi e non perchè vuole farci del male: se ci chiede il portafogli o il cellulare e noi lo accontentiamo, lui ottiene ciò che desidera e noi ci risparmiamo di correre il rischio, sempre presente, di ferirci gravemente. Inoltre, siccome vi posso assicurare che le difese da minaccia del nostro programma sono veramente “cattive”, decidere di non reagire può anche farci evitare le solite grane legali derivanti dall’accusa di eccesso di difesa personale, lesioni aggravate, oppure omicidio. In casi come quelli successi ultimamente però, il discorso cambia completamente e chi sta eseguendo la fase di minaccia con l’arma, ha come scopo principale quello di far male, molto male, ad una persona a noi cara che si trova in nostra compagnia: ritengo che a quel punto una persona che abbia la necessaria preparazione tecnica e un minimo di freddezza non possa accettare moralmente di subire passivamente una situazione del genere. Purtroppo, casi come quelli citati ci ricordano che, un giorno o l’altro potrebbe capitare di dover fare ricorso alle tecniche che abbiamo tanto scrupolosamente allenato, non tanto per salvare noi stessi ma per proteggere chi ci sta vicino: speriamo solo che non succeda mai!